Situata nella zona meridionale dell’isola di Lombok (Indonesia), vicino a Sekotong, Belongas Bay è esattamente il contrario di quanto ci si può aspettare considerando le caratteristiche delle coste e delle pareti che normalmente si immaginano pensando a Lombok! Belongas Bay si presenta al primo sguardo come una tranquilla baia circondata da cocchi ad alto fusto e spiagge.
In tutta questa pace non si può nemmeno lontanamente immaginare cosa c’è in mare aperto……
La baia è calmissima e l’acqua piatta, ma è “la quiete che precede la tempesta”.

Verso il mare aperto: onde oceaniche e scogliere nere
Con la barca del diving partiamo subito dopo colazione: il mare è piatto ed i primi 15 minuti di navigazione sono tranquilli ma sullo sfondo, dove si intravede il mare aperto, qualcosa “stride” e rapisce lo sguardo.
È ancora lontano e non si capisce bene cosa sia all’orizzonte quella linea bianca che va e viene. Mano a mano che la distanza si accorcia cominciamo a capire …. sono onde oceaniche!!!
Un enorme ricciolo bianco si forma sulla cresta ad ogni passaggio d’onda e appena guadagnata l’uscita della baia e affacciati sul mare aperto, la barca volge a babordo per evitare di beccheggiare troppo. La costa cambia repentinamente aspetto: niente più foreste verdissime e spiagge che si tuffano in acqua ma solo nere scogliere verticali. Altissime e verticali. Anche il mare cambia colore: dal pacifico verde azzurro della rilassante baia ora siamo circondati da una “pesante” massa scura e cupa che sbatte con inaudita violenza contro le scogliere creando schiumanti sbuffi di decine di metri. Uno spettacolo davvero impressionante ed emozionante al contempo: il contrasto fra le pareti nere e gli sbuffi bianchissimi crea forme e colori che calamitano l’attenzione.
Fino a pochi minuti fa cullati e protetti dalla tranquillità dell’idilliaca baia, ora “sbatacchiati” da onde severe ed impegnative che ci rammentano quanto rispetto è sempre bene portare a questo ambiente che amiamo tanto.
La barca solca veloce le alte onde e punta sempre più verso il mare aperto. All’orizzonte comincia ad emergere “qualcosa” di scuro e, man mano che ci avviciniamo, prende forma: è un pinnacolo nero alto qualche decina di metri. THE MAGNET!!!
The Magnet: il pinnacolo che calamita i grandi pelagici
Durante il breefing, assieme a Roberta, la mia Personal Buddy da 22 anni, non ce lo siamo immaginato così imponente ma ora, visto da vicino, è proprio impressionante. Il suo nome deriva dal fatto che questo enorme e scuro pinnacolo, così dicono, funge da calamita per il grosso pelagico. La barca si avvicina al pinnacolo sul lato esposto, il mare è in ebollizione e la barca traballa. C’è poco tempo per le chiacchiere ma non ne abbiamo bisogno: ci siamo già accordati nei minimi dettagli durante il breefing. Al tre ci tuffiamo con i BCD in ventosa scendendo velocemente verso il fondo mentre la barca si allontana per non avere un incontro “troppo ravvicinato” con il pinnacolo.

L’immersione: correnti potenti e avvistamenti mozzafiato
La visibilità è perfetta nonostante il mare sia tremendamente scuro. Durante la discesa pinneggiamo verso sud per raggiungere la parte del Magnet esposta all’oceano dando definitivamente le spalle alla costa. Già questo spostamento, che dovrebbe essere banale, ci fa capire come nulla di questa immersione lo sarà davvero: correnti laterali, discendenti e ascendenti ci aspettano rendendo ogni metro percorso differente da quello precedente e difficile da guadagnare. Non possiamo in alcun modo contrastarle per quanto sono forti, ci possiamo solo limitare ad assecondarle: siamo solo un piccolo granello di sabbia in mezzo all’oceano di una forza devastante.
Superato questo primo e forte impatto ci concentriamo sull’immersione. La temperatura dell’acqua si è abbassata molto velocemente: dai 27° della superficie ora il computer segna 19° ma mentre controlliamo la strumentazione l’istinto richiama lo sguardo verso il blu: squali martello!!!!
Siamo a 30 metri e 11 squali martello ci vengono incontro lentamente. Siamo pietrificati, solo un dito si muove ad attivare la videocamera per non perdere la testimonianza di questo momento indimenticabile. Ci passano vicinissimi incuranti della nostra presenza. Li ammiriamo in tutto il loro splendore e li seguiamo con lo sguardo finché non scompaiono lentamente all’orizzonte.
Solo ora ci guardiamo l’un l’altro e ci scambiamo grandi sorrisi ed urla eccitate attraverso gli erogatori ma continuiamo subito la nostra esplorazione: non si può perdere nemmeno un minuto di questa meravigliosa avventura!!

Un muro di barracuda, i pygmy seahorse e la shark nursery
Svoltiamo verso sinistra lungo un pinnacolo che si erge in verticale e, controcorrente, un branco di barracuda ci attende: è davvero un muro!!! L’acqua già scura diventa ancora più scura: sono così tanti che la luce non filtra quasi più. Scendiamo ancora. George, il manager del diving, ci richiama e, dietro un anfratto, un ventaglio di corallo giallo ci blocca il passaggio. Ci avviciniamo tentando di seguire il suo sguardo. Non distoglie gli occhi nemmeno un attimo e non sbaglia: guardiamo meglio e una colonia di yellow pygmy sea horses (Hippocampus Bargibanti) è lì a farsi ammirare. Quante emozioni!! In soli 7 minuti squali martello, un muro di barracuda e, a 50 metri, una magnifica e rara colonia di pygmy: quando ancora li abbiamo avuti tutti assieme questi avvistamenti? Mai!!! Non sono ecosistemi che convivono abitualmente!!
Cominciamo la risalita lungo la parete Nord, la meno esposta del pinnacolo: dobbiamo conservare tempo e aria per una “comoda” tappa di decompressione. A 28 metri troviamo una shark baby-sitting station dentro una enorme cavità. Piccoli squali ci guardano stupiti. Incredibile! Troppe, davvero troppe emozioni, adrenalina a mille! Non vorremmo più lasciare questo sito “eppur si deve”, il computer non perdona!
La risalita: napoleoni, tartarughe e carangidi come scorta d’onore
La decompressione è comoda solo in senso temporale perché mano a mano che la profondità diminuisce il mare si infuria di nuovo. Ma non importa: l’emozione compensa il disagio e ci pensano napoleoni, tartarughe e carangidi a tenerci compagnia mentre passa il tempo. E’ ora di guadagnare la superficie: ci allontaniamo di nuovo dalla parete e nel blu incominciamo la risalita verso la barca che pronta ci attende all’estremità della cima del nostro pedagno….
Che emozione! Che spettacolo! In barca ci abbracciamo in silenzio, la Natura ci ha già parlato abbastanza, non c’è nulla da aggiungere….
N.B. – Esperienza memorabile, riservata però a subacquei davvero esperti e che sappiano gestirsi in completa autonomia anche in presenza di correnti molto, molto difficili con profondità impegnative.

NOSYTOUR, Diving Tour Operator nato nel 1992, è guidato da uno staff con esperienza nel turismo dal 1979. Tutti noi siamo subacquei per passione e agenti di viaggio di professione, un connubio che ci porta ad affrontare il lavoro con entusiasmo ogni giorno.
Telefono: 378 0846063 e 378 0840151
Whatsapp: 378 0846063
Email: info@nosytour.it










