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scubapro seawing

Pinne Scubapro Seawing Nova – prova sul campo.

Le pinne Scubapro Seawing Nova, una volta capito bene come muoverle, combinano in modo molto efficace la potenza, l’accelerazione e la manovrabilità delle pinne a pala convenzionali, rigide (le mie preferite) con l’efficienza, la maneggevolezza e il minimo sforzo richiesto tipici delle pinne bilobate. La precisazione “una volta capito bene come muoverle”, è per chi (come me) è abituato a pinne a pala piuttosto rigide: al primo contatto la tendenza è di applicare la forza che si è abituati a metterci per spostare delle pinne dure, col risultato di muoverle troppo velocemente.

Una volta capito come fare, sia nella pinneggiata alternata che nel movimento a rana le pinne danno veramente un’ottima risposta, e se muoverle con la velocità ideale richiede meno dispendio di energia tanto meglio, è energia che recuperiamo e potremo utilizzare se necessario. Insomma, ho capito che la rigidità di una pala non è tutto.

scubapro seawing

Ho testato le pinne Scubapro Seawing Nova durante una settimana di immersioni all’Elba.

Elementi che ho molto apprezzato riguardano:

  • La forma tipica delle pinne Scubapro bilobate, che dà una sensazione di leggerezza, quasi di non avere ai piedi questo prolungamento, con l’acqua che scorre liberamente rendendo il nuoto sorprendentemente facile e leggero.
  • Il giunto articolato, che mi dicono essere un brevetto Scubapro, permette all’intera pala di inclinarsi sempre con l’angolo giusto e generare una spinta molto efficace.
  • Le alette esterne si flettono quando serve, aiutando a incanalare l’acqua, e a produrre una spinta efficace per esempio in corrente, o quando si debba comunque aumentare l’energia.

Potremmo parlare della comodità dei cinghioli elastici, dell’aderenza della suola, dei tanti colori (intanto a me piace il nero, so di non avere fantasia in questo ma il nero va bene su tutto). In sintesi un’ottima pinna, efficace e che dà un senso di fiducia: ricordiamoci che in molte situazioni avere un paio di pinne affidabili fa la differenza tra uscire da una situazione potenzialmente pericolosa in tranquillità o con affanno.

Zero Pixel collabora con Scubapro per content marketing, advertising e test di prodotto.

Foto di Francesca Scoccia

Massimo Boyer
Massimo Boyer

Biologo marino, fotografo sub e scrittore, tour operator, istruttore e guida. Ottimo conoscitore dei fondali Indonesiani. Autore di 4 libri: La fotografia naturalistica subacquea. Tra tecnica, arte e scienza, Scilla. Storia di uno squalo bianco, L'agenda del fotosub. Diventa fotografo subacqueo in 12 mesi, Atlante di flora e fauna del reef e oltre 500 articoli di subacquea. Insegna Fotografia Subacquea all'Università di Genova, collabora con l'Università Politecnica delle Marche e con l'Università di Milano Bicocca. https://rubrica.unige.it/personale/UkJFXVpo

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