erogatore d420

Test sul campo. Erogatore MK25 EVO/D420 Scubapro

Gli ingegneri Scubapro hanno assemblato l’erogatore simbolo del XXI secolo. Se il primo stadio, a pistone bilanciato, collaudatissimo, non rappresenta una novità, lo è senz’altro il secondo stadio dell’erogatore, D420, affidabile e, fatemelo dire, bello.

Il secondo stadio dell’erogatore, il D420, ha la cassa in nylon e fibra di vetro, robustissima, si allunga in basso, con una forma unica che lo rende immediatamente riconoscibile. Il comfort nel tenerlo in bocca è totale, ma è usandolo che si realizza il potenziale di questo strumento. La Valvola di Controllo Progressivo del Flusso Bilanciata Pneumaticamente eroga un abbondante flusso d’aria, garantendo un’agevolezza respiratoria naturale paragonabile a quella della respirazione in superficie. Sono a 40 m e devo guardare il computer per realizzarlo. L’atto inspiratorio è perfettamente naturale, morbido, senza sforzo alcuno. E anche l’espirazione, agevolata da alette interne, non richiede sforzo.

Il tutto in 216 g (senza boccaglio). Vale a dire che siamo in presenza di uno strumento affidabilissimo e molto leggero sia pure di grande robustezza, ideale per chi viaggia.

erogatore d420

Due parole sul primo stadio, che ricevo già con le fruste montate in modo da inserire la torretta in posizione capovolta, ideale per evitare mal di testa e contratture a livello delle spalle. Il pistone flow-through bilanciato pneumaticamente in un corpo interamente in titanio, leggero e resistentissimo, fornisce un flusso d’aria continuo indipendentemente da profondità, pressione della bombola e frequenza respiratoria. Inutile dire che all’Elba non ho potuto testare la resistenza al gelo…

Ho testato l’erogatore all’isola d’Elba, per 11 immersioni, ricavandone una sensazione molto positiva. Uno strumento, mi ripeto, leggero e affidabile, idale per chi viaggia in aereo e che lascia trasparire l’uso di una grande tecnologia. E, perché no, bello. 30 e lode.

Un’ultima nota: non ho avuto bisogno di interventi di manutenzione, ma confesso di non avere resistito e di avere provato a smontare l’oggetto. Ebbene, interventi di manutenzione ordinaria sembrano essere molto facili e intuitivi, e questo è un altro punto a favore.

Articolo pubblicato su ScubaZone magazine n. 52

Zero Pixel si occupa di test di prodotto di attrezzature subacquee Scubapro

Massimo Boyer
Massimo Boyer

Biologo marino, fotografo sub e scrittore, tour operator, istruttore e guida. Ottimo conoscitore dei fondali Indonesiani. Autore di 4 libri: La fotografia naturalistica subacquea. Tra tecnica, arte e scienza, Scilla. Storia di uno squalo bianco, L'agenda del fotosub. Diventa fotografo subacqueo in 12 mesi, Atlante di flora e fauna del reef e oltre 500 articoli di subacquea. Insegna Fotografia Subacquea all'Università di Genova, collabora con l'Università Politecnica delle Marche e con l'Università di Milano Bicocca. https://rubrica.unige.it/personale/UkJFXVpo

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