equa

Il relitto dell’Equa

Nel 75esimo anniversario del suo affondamento, torna alla luce la vicenda dell’Equa, affondato a causa di uno speronamento accidentale la notte del 18 aprile 1944. Il relitto della nave, giace su un fondale di 40 metri, nella splendida cornice delle Cinque Terre, a due miglia dalla costa davanti al borgo di Riomaggiore.

relitto equa

L’Equa fu costruito tra il 1928 e il 1930 dai cantieri Franco Tosi di Taranto, per conto della S.A.  Partenopea di Navigazione di Napoli, per il collegamento con le isole dell’arcipelago campano. Era una motonave passeggeri di 243 tonnellate di stazza lorda, lunga 39,48 metri, larga 6,83 metri, con un pescaggio di 2,57 metri. Realizzato completamente in acciaio, l’Equa era dotata di una singola elica, mossa da due motori diesel a 4 tempi da 6 cilindri, per una potenza di 1200 cavalli, che gli consentivano di raggiungere una velocità massima di 12 nodi.

Il 13 maggio 1940 venne requisito dalla Regia Marina e entrò a far parte del naviglio ausiliario con compiti di vigilanza foranea con la sigla F43. Il 2 ottobre 1940 fu restituito alla navigazione civile, per poi essere nuovamente requisito, sempre a Napoli, l’11 marzo 1941 ed essere nuovamente inserito nel naviglio ausiliario, questa volta con una nuova destinazione. Fu infatti trasformato in caccia antisommergibili con l’aggiunta di un cannone da 90 mm, due mitragliatrici da 20 mm e un apparato antisom a poppa; venne ribattezzato con la sigla AS105.

Dopo l’8 settembre 1943 venne ulteriormente requisito dalla Kriegsmarine (la Marina da Guerra Tedesca) ed entrò in servizio presso la Scuola Antisommergibili degli Incursori della Regia Marina (l’attuale Comando Subacqueo e Incursori della Marina Militare) in località Le Grazie. In ultimo fu ceduto alla flotta della Repubblica Sociale Italiana attiva dal 1943 al 1945 e costituita da alcuni sommergibili, alcune motosiluranti, due navi appoggio e due navi cacciasommergibili, il Landi e l’Equa. A parte casi isolati, i mezzi navali di questa flotta si dedicarono principalmente al pattugliamento costiero e alla posa di mine.

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Cesare Balzi
Cesare Balzi

Ha iniziato l’attività subacquea nel 1991 è oggi IANTD Trimix Instructor. Appassionato di relitti e delle loro vicende storiche, ha partecipato a numerose IANTD Expeditions: nel 2003 sul relitto della corazzata austro-ungarica Santo Stefano in Croazia, nel 2004 come responsabile della sicurezza sul relitto del transatlantico tedesco Wilhelm Gustloff nel Mar Baltico, nel 2005 ha localizzato il relitto della corazzata italiana Regina Margherita e riportato alla luce la vicenda della nave ospedale Po, nel 2007 sempre in Albania ha ritrovato i relitti di altre due navi italiane, il cacciatorpediniere Intrepido e il piroscafo trasporto truppe Re Umberto. Si è dedicato ad appassionanti ricerche e ha condotto molte esplorazioni sui relitti del Sud Adriatico, in particolare Albania e Montenegro. Contributor di ScubaZone dal 2012, è membro di The Explorer Club di New York, Santi Diving Equipment e Apeks Diving Ambassador.

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