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Il relitto del Concordia

Nel 75esimo anniversario del suo affondamento, torna alla luce la vicenda del piroscafo da carico Concordia, affondato a causa dell’urto di una mina il 1° ottobre 1945. Il relitto della nave, giace su un fondale di 43 metri, nel Golfo della Spezia, otto miglia a sud dell’isola del Tino.

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E’ una vicenda affascinante quella del piroscafo da carico Concordia, ma che non ha lasciato grandi tracce del suo passato, se non la lunga lista di armatori ai quali è appartenuto e i tanti nomi che via via gli sono stati attribuiti. E così, nel 75esimo anniversario dal suo ultimo viaggio, un team del Lorenzo Sub Diving Center con sede a Fiumaretta, in provincia della Spezia, ha deposto una targa sul relitto con gli obiettivi di commemorare l’affondamento della nave, gettare luce sull’episodio e magari trovare testimoni che potessero aggiungere dettagli alla storia.

LA STORIA

La costruzione del Concordia venne avviata in Gran Bretagna, nel 1892 nei cantieri Raylton Dixon & Co. Ldt. di Middlesbrourgh per conto dell’armatore Tyne Steam Fishing Co. North Shield. Varato con il nome di Tyne Meadows, all’inizio venne utilizzato come grande peschereccio d’altura con le tipiche linee del naviglio di fine ‘800: prua verticale e poppa prominente sopra il timone. Aveva una stazza lorda di 124 tonnellate, una lunghezza di 33 metri, una larghezza di 6 e un pescaggio di 3.

Nel 1927 venne venduto all’armatore Arnaldo Cobebò di Livorno che lo ribattezzò con il nome Marea, iscrivendolo con la sigla GE 1425 al compartimento marittimo di Genova e riadattandolo in piroscafo da carico. Quattro anni più tardi, nel 1931, passò di mano e venne ceduto all’armatore Luigi Licchena che lo iscrisse al compartimento marittimo di Catania con la sigla CT 142; due anni dopo, nel 1933, venne nuovamente ceduto all’armatore Santo Comis che lo rinominò Concordia. Nel 1936 venne ceduto all’armatore Placido Lizio che lo utilizzò per il trasporto di merci sulla linea Catania – La Spezia.

Nel corso del secondo conflitto mondiale non venne requisito né a scopi militari, tuttavia, il 12 settembre 1943, il Concordia subì un primo affondamento a Formia, in seguito ad un attacco aereo tedesco lungo la costa laziale. Sopravvissuto al bombardamento, venne recuperato, ripristinato e ceduto all’armatore Licciardelli & C. di Catania.

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Cesare Balzi
Cesare Balzi

Ha iniziato l’attività subacquea nel 1991 è oggi IANTD Trimix Instructor. Appassionato di relitti e delle loro vicende storiche, ha partecipato a numerose IANTD Expeditions: nel 2003 sul relitto della corazzata austro-ungarica Santo Stefano in Croazia, nel 2004 come responsabile della sicurezza sul relitto del transatlantico tedesco Wilhelm Gustloff nel Mar Baltico, nel 2005 ha localizzato il relitto della corazzata italiana Regina Margherita e riportato alla luce la vicenda della nave ospedale Po, nel 2007 sempre in Albania ha ritrovato i relitti di altre due navi italiane, il cacciatorpediniere Intrepido e il piroscafo trasporto truppe Re Umberto. Si è dedicato ad appassionanti ricerche e ha condotto molte esplorazioni sui relitti del Sud Adriatico, in particolare Albania e Montenegro. Contributor di ScubaZone dal 2012, è membro di The Explorer Club di New York, Santi Diving Equipment e Apeks Diving Ambassador.

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