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dentice

il dentice e l’acqua calda

Gli spostamenti del dentice (Dentex dentex) sono influenzati dai cambiamenti nella temperatura del mare.

È quanto ci dimostra uno studio degli scienziati del parco delle isole Medes, pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Il dentice (pesce della famiglia sparidi, come i saraghi e l’orata) è un vorace predatore di altri  pesci, crostacei e cefalopodi, uno dei predatori di vertice nell’ecosistema costiero mediterraneo.

Il lavoro è stato svolto seguendo i movimenti di singoli individui col metodo della telemetria acustica. Il metodo è basato sulla marcatura con trasmettitori acustici, che mandano segnali a intervalli di tempo regolari (2 minuti), e permettono di ricostruire gli spostamenti di ogni singolo pesce.

Alle isole Medes, come un po’ in tutto il Mediterraneo, a aprile inizia a formarsi un termoclino che separa una massa superficiale di acqua più calda dall’acqua più profonda, che rimane fredda.

È quello che il dentice aspettava: da adesso in avanti per tutta l’estate i dentici si muovono sempre nelle acque calde sopra il termoclino. Qui infatti, da animali eterotermi (a sangue freddo) trovano le condizioni migliori per andare a caccia e per riprodursi. Il caldo stimola e favorisce l’attività muscolare, quindi ne fa un predatore più efficiente.

L’acqua si scalda e il dentice aumenta di numero.

L’incremento della popolazione dei dentici delle isole Medes osservato negli ultimi anni potrebbe essere stato favorito dal cambiamento climatico (con un aumento registrato della temperatura di oltre 0,5°C negli ultimi 30 anni).

Questo porta il dentice a farla da padrone fino alla fine di ottobre, quando il termoclino scompare e l’acqua torna uniformemente fredda dalla superficie al fondo. Essendo il nostro amico dentice uno dei predatori di vertice, l’aumento numerico delle sue popolazioni e la sua maggiore attività predatoria potrebbero anche aggiungersi alle molte minacce che il cambiamento climatico comporta, oltre agli effetti sugli organismi bentonici (gorgonie, spugne, alghe) e agli spostamenti di specie tropicali.

Massimo Boyer
Massimo Boyer

Biologo marino, fotografo sub e scrittore, tour operator, istruttore e guida. Ottimo conoscitore dei fondali Indonesiani. Autore di 4 libri: La fotografia naturalistica subacquea. Tra tecnica, arte e scienza, Scilla. Storia di uno squalo bianco, L'agenda del fotosub. Diventa fotografo subacqueo in 12 mesi, Atlante di flora e fauna del reef e oltre 500 articoli di subacquea. Insegna Fotografia Subacquea all'Università di Genova, collabora con l'Università Politecnica delle Marche e con l'Università di Milano Bicocca. https://rubrica.unige.it/personale/UkJFXVpo

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