La fotografia subacquea è una disciplina che unisce arte e tecnica, offrendo uno sguardo unico sugli ecosistemi sommersi. Tuttavia, mentre gran parte delle immagini si concentra sulla fauna marina e sui paesaggi sottomarini, l’elemento umano gioca un ruolo fondamentale nel rendere questi scatti più coinvolgenti e narrativi. Il soggetto umano è essenziale per aggiungere un elemento di scala e profondità, aiutando a trasmettere l’immensità dell’ambiente marino.
Inoltre, la presenza di un subacqueo può evocare emozioni più intense e stimolare un senso di connessione tra lo spettatore e il mondo sottomarino, trasformando i nostri scatti da semplici documentazioni del mondo sommerso a storie visive avvincenti ed intense e stimolare inoltre un senso di connessione tra lo spettatore e il mondo sottomarino.
L’elemento umano come scala e narrazione visiva

Ovviamente oltre a tutte le capacità e le conoscenze necessarie per fotografare sott’acqua, nelle foto con modelle o collaboratori è indispensabile una grande intesa tra i componenti del team; è inoltre molto importante lavorare con prudenza e in sicurezza, che non va mai sacrificata per ottenere uno scatto. Tutti i partecipanti devono essere ben addestrati e consapevoli dei limiti ambientali.

La presenza di un subacqueo nelle fotografie in campo lungo aiuta a trasmettere l’immensità dell’ambiente marino e si configura anche come elemento dinamico, che contribuisce a rendere più vitale la foto e ad accentuare gli effetti prospettici. Inoltre il posizionamento strategico della silhouette aggiunge un elemento di scala e profondità.

Nella foto del relitto, realizzata con un Fish Eye, la presenza del sub sul medesimo piano dello scafo dà l’idea delle dimensioni reali della nave ed inoltre può raccontare storie di esplorazioni e scoperte.
Una luce nelle mani del sub ne rende più agevole l’individuazione e trasmette inoltre una sensazione di mistero e senso di avventura. Inoltre la silhouette di un subacqueo in controluce, specialmente verso la superficie illuminata, crea un effetto drammatico ed aggiunge una nota estetica alla foto.
Assetto tecnico e pianificazione dello scatto

Uno scatto realizzato in profondità nelle acque dell’Arabia Saudita; una immensa parete di gorgonie e un sub leggermente arretrato rispetto al primo piano, crea un effetto prospettico che aumenta visivamente la dimensione della gorgonia e, nel contempo, da l’idea della maestosità di questi stupendi ventagli.
La foto è stata realizzata in assetto che abbiamo scherzosamente definito“Teck Tropical”: Mono da 15 litri con rubinetto DIN, sdoppiatore con due rubinetti DIN, due erogatori completi e manometro; bombolino da 5 litri di “bail out” con erogatore e manometro.
Naturalmente avevamo sia le attitudini che la qualifica per fare quel tipo di immersioni; avevamo inoltre assunto precisi accordi preliminari con il Tour Operator e presentato le necessarie credenziali.


Includere un subacqueo che interagisce con la fauna marina o che nuota con un banco di pesci attribuisce dinamismo all’immagine e crea una narrazione più coinvolgente.
La spontaneità di un soggetto umano in una foto subacquea è fondamentale, ma non è facile da mettere in pratica, perché si tende spesso ad assumere atteggiamenti “forzati”, come capita per le foto esterne. Nel caso specifico invece il sub appaiato al branco di “Bobometpon muricatum”, è certamente riuscito nell’intento; sembra quasi che faccia parte del gruppo. È fondamentale inoltre che il subacqueo appaia rilassato e naturale per evitare pose rigide o innaturali.
Pose e inquadrature vanno pianificate in anticipo a terra e gestite utilizzando segnali manuali sott’acqua.

Plectorhinchus lineatus ( Linnaeus, 1758 ) è un pesce appartenente alla famiglia Haemulidae, popola le acque tropicali dell’Oceano indiano e del Pacifico occidentale tropicale, dalle isole Ryūkyū alla Grande Barriera Corallina Australiana.
Non è raro incontrare questi pesci in piccoli gruppi compatti, situazione favorevole alla realizzazione di scatti interessanti e di effetto.
Sicurezza, profondità e scatti ad alto rischio

Lo spazio tra la poppa ed il timone del relitto Dunraven, un mercantile affondato in località Beacon Rock (Sinai), il 22 Aprile 1876. La modella sembra affacciarsi ad una finestra sul mare, circondata da uno spettacolare giardino di coloratissimi alcionari.

Una foto preparata con cura, data la profondità … “da corallo” a cui è stata realizzata. Oltre a tutta la preparazione c’erano sub di assistenza ed in particolare un Buddy con secondo erogatore a frusta lunga sempre pronto e attento e appena fuori del campo inquadrato dall’obiettivo.

E per finire uno scatto un po’…”audace”, vista la pericolosità dello Pterois volitans, realizzato su una delle auto del Blue Bell, un gigantesco cargo da trasporto costruito dai cantieri Howaldts-Werke A. G. di Amburgo, varato nel 1950. Conosciuto anche come il cargo delle Toyota, è lungo 103,82 mt. e largo 14,3 mt. con una stazza di 2.399 tonnellate. Al momento del disastro trasportava 181 automobili, 6 camion, diversi rimorchi e pezzi di ricambio per automobili Toyota.
Salpato dal porto di Jeddah e diretto a Port Sudan il giorno 1 Dicembre 1977 affondò per una collisione contro il reef, le cause dell’incidente sono tutt’ora sconosciute; non si capisce come mai la nave che doveva raggiungere Port Sudan, si trovasse sulla rotta del reef di Sha’ab Suadi. Le cause possono essere imputabili ad un errore umano, dovuto molto probabilmente alle pessime condizioni atmosferiche e di visibilità che imperversavano quel giorno.
Abbiamo avuto la fortuna di immergerci molte volte sul relitto, ora purtroppo la nave, a causa di forti mareggiate, è scivolata a quote fuori della portata delle immersioni ricreative e quindi si possono osservare solo i mezzi che sono rimasti sul reef.
L’integrazione dell’essere umano nella fotografia subacquea rappresenta un potente strumento per arricchire la narrazione e migliorare la connessione emotiva con lo spettatore. Che si tratti di un subacqueo esploratore, di una modella o di un semplice snorkeler, la presenza umana aggiunge valore e significato alle immagini, rendendole memorabili e di impatto.




















