Dopo venti mesi di navigazione e aver percorso 46.000 miglia, l’Amerigo Vespucci, icona della Marina Militare italiana definito “il veliero più bello del mondo“, ha concluso un emozionante tour mondiale. Partito da Genova il 1° luglio 2023, a fine febbraio 2025 è rientrato nel Mediterraneo per fare tappa anche nei principali porti nazionali, per poi rientrare a La Spezia a giugno del 2025.
Questo viaggio che alla sua conclusione ha attraversato cinque continenti e toccato 35 porti in 30 paesi, è stato molto più di una semplice navigazione! La sua presenza nei porti è sempre un simbolo di diplomazia culturale e di sensibilizzazione globale, attirando migliaia di visitatori in ogni scalo, ma questa volta ha rappresentato un’occasione unica per promuovere l’eccellenza italiana, combinando tradizioni, cultura, economia e sensibilizzazione ambientale.

Il Villaggio Italia: un mini-Expo itinerante
Durante questo itinerario, è stato previsto che lo storico veliero, in otto delle sue tappe principali, ospitasse il Villaggio Italia, una sorta di “mini-Expo itinerante” per poter celebrare degnamente le eccellenze del Made in Italy. L’area espositiva, con un grande successo di pubblico, presentata nei porti di Los Angeles, Tokyo, Darwin, Singapore, Mumbai, Doha, Abu Dhabi e Gedda, ha messo in mostra innovazioni tecnologiche, gastronomia, moda, cinema e sport, con un’attenzione speciale alla sostenibilità ambientale e alla promozione di eventi come le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Oltre a celebrare il patrimonio italiano, il progetto ha puntato a creare opportunità economiche e a rafforzare l’immagine dell’Italia nel mondo.
La mostra fotografica “We Are Sea”
Uno degli aspetti più particolari di questa missione, forse poco pubblicizzata, è stata la mostra fotografica “We Are Sea” (Siamo Mare), che ha accompagnato il Vespucci in ogni porto, anche in quelli dove non era presente il Villaggio Italia, come alle Hawaii dove sono state scattate alcune immagini dell’evento qui pubblicate.
La rassegna ha mostrato uno sguardo mozzafiato sulla straordinaria biodiversità del Mediterraneo, un mare piccolo ma incredibilmente ricco, che ospita il 7,5% delle specie marine globali, una densità di specie unica al mondo con moltissime forme endemiche. Attraverso gli scatti di 15 fotografi italiani, il pubblico è stato trasportato in un viaggio, dalle acque superficiali alle profondità marine. Si passava dalla visione di organismi microscopici, come i copepodi, essenziali per l’ecosistema marino, a macrofotografie di dettagli che rivelano le incredibili strategie di adattamento della vita marina.
Non sono mancati scatti di maestosi giganti del mare e paesaggi sommersi di rara bellezza.
Ogni fotografia era una finestra su un mondo spesso invisibile, raccontando storie di fragilità e resilienza che evidenziano l’importanza della tutela ambientale.

Fotografia subacquea: strumento di promozione turistica
Oltre al suo valore artistico, la fotografia subacquea emerge, ancora una volta, come uno strumento potente per promuovere il turismo e le bellezze di un luogo.
Attraverso la mostra “We Are Sea”, le immagini non solo hanno stupito per la loro estetica, ma hanno raccontato le storie dei luoghi marini e costieri italiani. Dai borghi storici affacciati sul mare ai paesaggi naturali incontaminati, ogni fotografia ha immortalato un patrimonio unico al mondo, capace di attrarre visitatori da ogni angolo del pianeta.
Le coste italiane protagoniste
Le coste italiane, con i loro 8.300 chilometri di tesori naturali e culturali, sono diventate protagoniste di una narrazione visiva che ha stimolato la curiosità e il desiderio di scoperta. Il percorso espositivo, inoltre, ha affiancato alle immagini subacquee suggestivi ritratti delle coste italiane. Si passava da luoghi iconici come Portofino e la Chiesa di Santa Maria di Portonovo a scorci pittoreschi di Vieste e Ortigia, fino ai panorami selvaggi della Sardegna.
Ogni immagine invitava a immergersi nelle tradizioni locali, nelle architetture storiche e nella magia dei paesaggi costieri italiani, intrecciando la natura con la storia e l’arte.
Il Mediterraneo: un oceano in miniatura
La mostra ha messo in evidenza come il Mediterraneo, spesso definito un “oceano in miniatura“, sia una risorsa preziosa per l’Italia e per il pianeta. Con i suoi 17.000 chilometri di biodiversità e le sue connessioni con altri mari, rappresenta un laboratorio naturale per lo studio delle soluzioni contro i cambiamenti climatici.
L’Italia, primo paese a completare il censimento della biodiversità marina, è in prima linea nella tutela degli ecosistemi marini e nella promozione di una cultura civica del mare. L’istituzione del Centro Nazionale della Biodiversità, con la collaborazione tra 35 università e enti di ricerca, testimonia l’impegno italiano per trovare un equilibrio tra la protezione del mare e lo sviluppo economico sostenibile.

Un messaggio di sensibilizzazione ambientale
La mostra “We Are Sea” si è inserita in questa visione, sensibilizzando il pubblico sull’importanza del mare non solo come risorsa economica, ma anche come elemento fondamentale della nostra identità culturale e naturale.
Il viaggio dell’Amerigo Vespucci non è stato solo un tributo alla lunga tradizione marittima italiana, ma un invito a riflettere sul nostro rapporto con il mare. La mostra fotografica “We Are Sea” è un esempio straordinario di come l’arte possa diventare uno strumento di sensibilizzazione e promozione, capace di ispirare la scoperta e il rispetto per l’ambiente marino.
Attraverso il racconto visivo delle sue coste e dei suoi mari, l’Italia ha voluto invitare il Mondo a riscoprire il valore del Pianeta Blu, ricordandoci che “Siamo Mare“.

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