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Home » Gli Articoli di subacquea » Relax » Subacqueologia VII: i Russi


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Subacqueologia VII: i Russi

Autore: Claudio Di Manao

Con la nuova economia instauratasi dopo la caduta del regime Sovietico, i grandi cancelli della Russia si aprirono, ma soprattutto verso l’esterno, riversando sul mercato mondiale dei subacquei un prodotto strano, eterogeneo, un po’ impacciato e molto ingombrante, ma dalle grandi potenzialità.
In mezzo c’era di tutto: ex spetznatz abituati a piazzare mine e tagliare cavi nell’Artico e nel Baltico, autodidatti e grandi entusiasti dalle idee poco chiare. Un nuovo mondo si apriva oltrecortina, ed in questo mondo c’era anche la subacquea. Tanto il burocrate quanto l’uomo d’affari moscovita scoprirono il mare ed un nuovo sport, e non potendo sottrarsi a questa novità, come è impossibile sottrarre un giocatore dal tavolo da gioco, sudando, sbuffando, e con le mazzette di valuta in mano, i Russi fecero man bassa di corsi ed attrezzature; una voglia febbrile di schiaffarsi sott’acqua investì questo popolo forzuto come un’onda di maremoto. E maremoto fu.
I russi colsero tutti di sorpresa. Quando e dove sarebbero apparsi nessuno era in grado di prevederlo. Piombarono a centinaia, provenienti dagli angoli più diversi dell’immenso Paese. Questo generò una tale domanda che il prezzo degli istruttori russi levitò oltre i 200 dollari al barile, e tutte le altre monete si svalutarono. In poche parole la scoperta della subacquea da parte dei Russi gettò il mondo sull’orlo di una nuova recessione e d’una crisi energetica.
Tipica tra i subacquei russi è la massiccia presenza di autodidatti. Abituato a durezze climatiche estreme, non teme nulla, e vede la subacquea come ad un gioco da ragazzi, del quale non comprende la necessità di regole e di corsi da attendere. Quando finalmente si rende conto della inevitabilità d’un brevetto, ma solo perché in parecchi posti non lo fanno immergere, si iscrive subito ad un corso, atto che spesso si risolve in discussioni con l’istruttore che non accetterà di brevettarlo senza che abbia aperto un libro o fatto esercizi. A questo punto cercherà altrove per poi rassegnarsi e tornare con aria abbacchiata dall’istruttore di prima. Tuttavia, la maggior parte, anche se tra mille ritardi e pericolosissimi problemi linguistici, riesce ad ottenere il brevetto.
Il subacqueo russo è uno dei più difficili dal punto di vista comunicativo e può mettere a dura prova i diving centers, soprattutto per la disponibilità di attrezzature dalle taglie enormi. Assolutamente immune da paura, dolore fisico, sensazione del freddo, del caldo, appena in acqua si getterà verso le profondità più ardite. Anche qui, come nel Jurassic Diver abbiamo tipi dalla tempra notevole. Sia nell’addestramento che in barca, lo si può sottoporre alle fatiche ed alle privazioni più impensate; lui non batterà ciglio, s’impegnerà fino in fondo, (soprattutto in fondo) senza lamentarsi. Questa incredibile resistenza è senz’altro la dote più spiccata che possiede, ma anche il suo limite più grande. Infatti, il concetto stesso di livello tecnico gli è estraneo. Per lui un brevetto è l’autorizzazione scritta a fare quello che gli pare. Una volta in possesso di un brevetto qualsiasi e di un’attrezzatura, vorrà fare immersioni a 300 metri, al Polo Nord, su Marte. Un’altra difficoltà consiste nel tenerlo lontano dagli alcolici prima delle immersioni, negli intervalli di superficie, a colazione, a pranzo, durante le lezioni teoriche. La sua capacità di procurarsi alcolici anche in paesi dove vige il taglio della mano è ancora più sorprendente delle sue doti di sopravvivenza.

Controindicazioni: gli inglesi, gli italiani, le immersioni in parete, dove non c’è fondo, le barche piccole, gli istruttori troppo rigidi. Con gli americani, singolarmente, si trovano molto d’accordo, forse perché atavicamente incuriositi l’uno dell’altro.

Scheda tecnica

  • Profondità massima: sconosciuta, come per i sottomarini sovietici classe Typhoon.

  • Natazione: tutti gli stili, inclusi dorso, delfino e rana.

  • Consumi: Mig 29

  • Tipo d’immersione preferita: squali e calamari giganti.

  • Socialità: rumorosa.

  • Preparazione teorico/pratica: vedi lingua inglese

  • Attività subacquea preferita: far disperare la guida.

  • Segni di riconoscimento tipici: Maschi: orologi e catene d’oro massiccio; Donne: si notano.

  • Forma tipica: massiccia.

  • Domande frequenti: “Perché non posso farlo? Io pagare dollari!”

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