“Io quando sono sott’acqua mi trasformo in un animale marino. No, non un pesce di 80 kg, un essere nuovo, mai visto prima, con la pelle coperta di squame, con le branchie, capace di muoversi agilmente e di sfruttare appieno l’assenza di peso”.
Sovrastimolazione della nostra fantasia? Narcosi da azoto? Sovraesposizione a prodotti hollywoodiani tipo “Aquaman” o “Waterworld”? O forse effetti collaterali dell’immersione?
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