Ci sono dei pesci davvero strani in natura e la rana pescatrice è sicuramente uno di questi. Lophius piscatorius (Linneo, 1758) e Lophius budegassa (Spinola, 1807), rispettivamente noti come rana pescatrice e budego, sono i protagonisti del nostro dire in questa sede, pesci rari da osservare vivi nel loro ambiente, un tempo molto diffusi e oggi ovviamente divenuti rari poiché gustosi ai palati umani e quindi oggetto di pesca eccessiva e scriteriata.
Spesso scambiati e confusi l’uno con l’altro per via dell’aspetto molto simile, che non consente una precisa identificazione a un esame superficiale, le rane del Mediterraneo sono mostruosità spettacolari; di aspetto forse anche terrificante per certi diversi, diventano affascinanti se studiate con gli occhi di chi nel mare cerca l’arte della natura e le sue molteplici espressioni di forma. Per il subacqueo attento e appassionato non sarà poi impossibile distinguere le due varianti, un po’ per il colore, un po’ per alcuni dettagli che impareremo a notare con l’esperienza pratica.
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