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Un mondo nascosto | Raja Ampat dall’Agusta Eco Resort: grotta nascosta e immersione a Pef Reef

Il Raja Ampat è un territorio molto vasto, con più di 1500 isole, ed è poco abitato. Il parco marino, che ne copre solo una parte, si estende per 46000 km quadrati. Non è così difficile trovare località che soltanto pochi degli abitanti del luogo conoscono e che di conseguenza sono sconosciuti ai turisti.

Qui comincia il racconto di uno di questi posti nuovi.

Apertura di una grotta nel Raja Ampat vista dalla giungla

Una grotta costiera individuata dal mare

Stiamo navigando su una delle barche dell’Agusta Eco Resort, dopo aver fatto la prima splendida immersione della mattina, alla ricerca di una spiaggetta dove riposare prima del secondo tuffo, quando vedo una piccola apertura che si apre a livello del mare sulla parete di una piccola isola. Non sembrerebbe niente di particolare se non fosse per il fatto che vedo uscire da questa apertura delle rondini. Così mi domando: cosa si nasconde lì dentro?

Se ci escono delle rondini è impossibile che questa apertura non continui anche dentro la roccia. Chiedo allo staff della barca se sanno qualcosa di questo sito ma nessuno lo conosce. Così fermiamo la barca e poiché il fondale è basso ci avviciniamo cautamente. Il contrasto con il forte sole esterno e il buio dell’antro non ci permette di vedere all’ interno, così scendiamo in acqua e nuotando ci inoltriamo all’ interno.

Dentro la roccia: stalattiti, sabbia e luce dalla giungla

Fatti pochi metri tra stalattiti che pendono dalla volta ecco che il soffitto si innalza e si apre una grotta di grandi proporzioni. Il fondale è basso e sabbioso, possiamo lentamente camminare senza il pericolo di rovinare l’ambiente marino. Sulla parete di fondo della grotta a una decina di metri di altezza una grande apertura ci mostra la giungla al di fuori della caverna.

Interno di una grotta costiera nel Raja Ampat con apertura verso la giungla
Subacqueo in una grotta del Raja Ampat tra acqua bassa e stalattiti

Nidi e pipistrelli nella volta della grotta

Sul soffitto tra le stalattiti vediamo molti anfratti con dei nidi di rondine e appesi per le zampe posteriori dei piccoli pipistrelli. Probabilmente sono dei Pipistrelli a ali piegate del genere Miniopterus. Molto piccoli, sono insettivori e spesso si rifugiano nelle grotte marine del Raja Ampat.

La grotta vista dalla giungla

Risaliamo fino a raggiungere la giungla per vedere la grotta da un’altra prospettiva dove si vedono ancora meglio le stalattiti.

La bellezza di questa grotta si unisce al fascino della scoperta e viviamo per un attimo le sensazioni che devono aver provato i grandi viaggiatori del passato quando si inoltravano in paesi inesplorati.

Vista interna di una grotta nel Raja Ampat con stalattiti e acqua bassa

Pef Reef, un’immersione riparata tra isolette e coralli

È solo un attimo perché trascorsa ormai un’ora dalla prima immersione, è tempo di prepararci per la seconda. Ci attende il bellissimo Pef reef. Situato all’ interno di un cerchio di isolette, non è mai presente una forte corrente ma è particolarmente colorato e molto ricco di coralli e di pesci. Non è molto esteso, facilmente si può vederlo tutto in un’unica immersione. Ci portiamo subito verso il fondo, dove sui 35 metri di profondità si aprono piccole grotte e bellissimi archi di corallo. I colori invisibili nella penombra di quella profondità esplodono all’ accensione degli illuminatori e dei flash, madre natura si è divertita a concentrare tutte le sfumature dell’arcobaleno in così poco spazio.

Arco di corallo a Pef Reef nel Raja Ampat illuminato durante l’immersione

Il gambero mantide e la precisione del predatore

All’interno di una piccola cavità vediamo un Gambero Mantide con le sue uova che protegge portandole nella parte inferiore del carapace (Mantis Shrimp , Odontodactylus Scyllarus). Prende il nome dalla somiglianza delle chele anteriori con l’insetto Mantide Religiosa. Proprio con queste chele cattura piccoli pesci con una velocità incredibile che non si riesce quasi a vedere per un occhio umano ed è in grado con la loro potenza di rompere conchiglie o a frantumare il guscio di altri crostacei. Un vero killer altamente specializzato. La sua caratteristica più significativa però sono gli occhi. Sono tra i più complessi del regno animale, possono vedere molti più colori di quelli che vediamo noi, inclusa la luce ultravioletta e polarizzata. Inoltre sono posizionati in alto e sono indipendenti per osservare l’ambiente circostante a 360 gradi. Non gli sfugge proprio niente!

Spugne giganti e piccoli organismi associati

Proseguendo incontriamo una enorme spugna Orecchio di Elefante di un bel colore viola ( Elephant Ear Sponge, Lanthella Basta ) con al suo interno un Cetriolo di Mare ( Sea Cucumber, Synaptula Lamperti ). Queste spugne si trovano in tutto l’Indo-Pacifico sui reefs corallini. Il Cetriolo è strettamente associato a queste spugne e ne sfrutta alcuni nutrienti biologicamente attivi che loro producono. Di fianco un’altra spugna ancora più grande supera i due metri di diametro ed è un soggetto perfetto per uno scatto colorato.

Grande spugna viola a Pef Reef nel Raja Ampat con subacqueo sullo sfondo

Macrofauna, nudibranchi e cavalluccio pigmeo e Wobblegong

Continuiamo a girare intorno al reef incontrando diversi nudibranchi e altri piccoli animaletti, gamberi, granchi di diverse dimensioni e anche un cavalluccio pigmeo Bargibanti. Il tempo passa in fretta e si avvicina il momento di uscire, ma proprio prima della tappa di sicurezza ci imbattiamo in uno Squalo Tappeto (Wobbegong, Tasselledorrhinus Dasypogon ) ( foto 12 ).

Questo squalo è raro, lo si può incontrare solo nelle barriere coralline dell’Indonesia Orientale (Papua, Molucche) fino al nord dell’Australia, da basso fondo fino a 40/50 metri di profondità. Qui in Raja Ampat è un incontro garantito, in certe zone se ne vedono anche più di uno per immersione. Di giorno se ne sta sdraiato sotto i coralli perfettamente mimetizzato aspettando un incauto pesciolino che gli passi davanti alla bocca enorme, senza neanche muoversi spalanca le fauci e ingoia la preda ignara di tanto pericolo. Il nome singolare deriva sia dal fatto che sta sdraiato come uno scendiletto, sia per via delle protuberanze che gli crescono intorno alla bocca e che assomigliano alle frange dei tappeti.

È un soggetto iconico del Raja Ampat ed è amatissimo dai fotografi, infatti non ha paura dei subacquei e quindi non si muove praticamente mai, rendendo molto facile ottenere delle ottime fotografie.

Rientro all’Agusta Eco Resort

Risaliamo in barca e ritorniamo all’ Agusta Eco Resort dopo un’altra giornata indimenticabile. Adesso tutti in piscina sulla spiaggia di fronte al mare, con ancora negli occhi quei colori incredibili che neanche un pittore sarebbe in grado di dipingere.

Per informazioni e contatti, Agusta Eco Resort

Per informazioni: agustaecoresort.it

Whatsapp: +62 812-2249-4732

Email: resortagusta@gmail.com

colori di raja ampat immersioni agusta
Marco Montaldo
Marco Montaldo

Marco Montaldo, nato a Torino il 7-2-1956 . Dopo il liceo classico ho conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia e la specialità in odontostomatologia. Ho lavorato per sette anni alla Dental clinic dell’ Università di Torino e contemporaneamente nel mio studio privato dove ho continuato la mia professione fino al 2013. La carriera sub . A sei anni ho cominciato a pescare polpi e seppie in apnea con una piccola fiocina a mano e ho continuato fino a quando a 18 anni ( 1974 ) ho fatto il mio primo corso di sub. Avendo già la passione per la fotografia terrestre ( addirittura quando sviluppavo le mie foto trasformavo un bagno di casa in una camera oscura ) nel 1980 ho abbandonato i fucili e ho comprato una Nikonos 2 usata con un flash a lampadine e ho cominciato a dedicarmi alla fotosub. In seguito nel 1986 sono passato ai video subacquei con una Sony scafandrata che sembrava un dirigibile….da allora non ho mai smesso. Ho conseguito vari brevetti di istruttore PADI, SSI, CMAS, CIRSS, ANIS e con altri soci ho fondato la scuola di sub Tritone di Torino. Dal 2014 mi sono trasferito sull’isola di Agusta in Raja Ampat nella Papua Nuova Guinea Indonesiana dove ha costruito l’ Agusta Eco Resort di cui sono il direttore.

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