Un octopus può essere utilizzato come erogatore principale? Nella maggior parte dei casi sì, soprattutto quando i due secondi stadi appartengono allo stesso modello. Le versioni principale e octopus possono essere meccanicamente identiche, mentre cambiano colore e, soprattutto, regolazione.
La questione diventa rilevante quando si passa a una configurazione long hose con donazione dell’erogatore principale. In questo caso uno dei due secondi stadi cambia funzione e il semplice scambio delle fruste non basta necessariamente a completare la modifica.

Come cambia la configurazione con il long hose
Nella configurazione ricreativa tradizionale il subacqueo respira dal secondo stadio principale, collegato a una frusta relativamente corta. L’octopus rimane disponibile per il compagno e viene normalmente montato su una frusta più lunga.
Con il long hose e la donazione dell’erogatore principale la disposizione cambia.
Il secondo stadio utilizzato durante l’immersione è collegato alla frusta lunga ed è quello che viene ceduto al compagno in caso di necessità. Il secondo stadio di riserva rimane invece su una frusta corta, posizionato sotto il mento tramite un collarino. Dopo la donazione dell’erogatore principale, il subacqueo passa al backup.
La logica è semplice: viene ceduto un erogatore dal quale il subacqueo stava respirando fino a pochi istanti prima e del quale ha quindi appena verificato il funzionamento a quella profondità. Dopo averlo donato, passa al secondo stadio di riserva.
Se si possiedono due secondi stadi dello stesso modello, uno nero e uno giallo configurato come octopus, nasce quindi una domanda legittima: possono scambiarsi di ruolo?

Primario e octopus possono avere la stessa meccanica
In molti casi le due versioni dello stesso secondo stadio sono meccanicamente identiche all’interno. La differenza più evidente è quella cromatica, con il giallo utilizzato tradizionalmente per rendere riconoscibile l’octopus.
Questo significa che un secondo stadio giallo può essere montato sulla frusta lunga e utilizzato come erogatore principale, mentre quello nero può diventare il secondo stadio di riserva sul collarino, purché il modello lo consenta e la regolazione sia adatta alla nuova funzione.
Conviene quindi separare tre aspetti che spesso vengono confusi:
- il colore serve soprattutto all’identificazione;
- la taratura può modificare il comportamento respiratorio del secondo stadio;
- la cover riguarda essenzialmente l’aspetto esterno e la sua eventuale sostituzione non modifica la regolazione dell’erogatore.

La differenza tecnica è nella taratura
Gli octopus vengono spesso regolati con una resistenza all’inalazione leggermente maggiore rispetto al secondo stadio destinato all’uso continuo.
La ragione è legata alla loro funzione abituale. L’octopus trascorre normalmente l’immersione inutilizzato e una regolazione leggermente più rigida lo rende meno incline ad andare in free flow, in particolare quando si trova in prossimità della superficie.
Questa stessa regolazione diventa meno adatta quando il secondo stadio viene utilizzato per respirare durante tutta l’immersione. Una maggiore resistenza all’inalazione aumenta il lavoro respiratorio.
La differenza di taratura può essere contenuta, ma sufficiente a rendere l’octopus leggermente più duro da respirare rispetto al secondo stadio principale. La regolazione effettiva dipende dal singolo erogatore e dall’intervento effettuato in assistenza.
Il punto tecnico rimane quindi lo stesso: due secondi stadi apparentemente identici possono avere una taratura diversa.
Spostare le fruste modifica la configurazione esterna, ma non interviene automaticamente sulla regolazione interna.

Ha senso usare l’erogatore giallo sulla frusta lunga?
Se i due secondi stadi sono dello stesso modello, quello giallo può essere utilizzato come erogatore principale sulla frusta lunga, purché la sua taratura sia adeguata al nuovo impiego.
In una situazione di emergenza il subacqueo senza gas può cercare direttamente l’erogatore che il compagno ha in bocca, indipendentemente dal colore. Una colorazione molto visibile può comunque facilitarne l’individuazione.
Non è quindi necessario sostituire la cover gialla per utilizzare quel secondo stadio sulla frusta lunga. Se il ricambio esiste e si desidera modificare l’aspetto dell’erogatore, la sostituzione rimane essenzialmente estetica.
Prima di cambiare funzione va controllato il secondo stadio
Se erogatore principale e octopus sono versioni dello stesso modello, il passaggio da una funzione all’altra può essere tecnicamente possibile. Non conviene però considerarlo un semplice scambio di fruste.
Prima di utilizzare stabilmente un octopus come erogatore principale è opportuno portarlo presso un centro assistenza qualificato, spiegando quale configurazione si intende adottare. Il tecnico può verificare il modello e regolare il secondo stadio in funzione del nuovo utilizzo.
Molti octopus condividono la stessa meccanica della corrispondente versione principale, ma possono esistere eccezioni. Prima della modifica va quindi verificato che i due secondi stadi siano effettivamente equivalenti dal punto di vista meccanico.
Nella configurazione long hose, quindi, un octopus può diventare l’erogatore principale da donare. Il colore della cover conta poco. La domanda corretta riguarda la meccanica del modello e soprattutto la sua taratura, perché è lì che può trovarsi la vera differenza tra i due secondi stadi.









1 commento su “Octopus come erogatore principale: differenze e taratura del secondo stadio”
Salve, sono tecnico della Cressi,subacqueo tecnico/full cave e istruttore subacqueo da 20 anni, vorrei sottolineare 2 punti su quest’articolo interessante e sempre mondano, visto che molti subacquei ricreativi,soprattutto italiani, si avvicinano alla subacquea tecnica pero non fanno mai corsi adeguati:
l’uso di fruste gialle è lo standard ricreativo in tutte le scuole e la frusta lunga piu di 100 cm non è accettato nelle stesse scuole come configurazione ricreativa;
viceversa nei corsi “tecnici” la frusta gialla non è richiesta e (attenzione) è proibita come frusta corta!
precetto è: chi usa la frusta piu lunga di 100 cm per ricreativa è fuori standard e sta causando confusione al povero compagno di turno, personalmente lo sconsiglio vivamente;
d’altro canto è una realtá ed è bene che ci siano articoli come questo che ne parlano,
È importate non usare la frusta gialla come frusta corta al collo che può causare in emergenza incidenti anche gravi, è importante istruire il compagno di turno sulla propria configurazione fuori standard per eventuali protocolli di emergenza reali prima di immergersi,magari anche con un safety drill in acqua bassa a inizio immersione che fa bene anche al donatore che si crede tecnico e non pratica mai questo esercizio di dover donare e cambiare l’erogatore in pochi attimi critici e vitali per il ricevente;
un altra osservazione da istruttore ricreativo riguarda il passo successivo alla condivisione d’aria: tutti i protocolli impongono di risalire giustamente in superficie e terminare l’immersione in stato di emergenza, quindi con i subacquei verticali uno di fronte all’altro,
una frusta superiore a 100 cm servirebbe solo per altri motivi dove si omette la sicurezza di entrambi e cioè continuare l’immersione e nuotare lontano dal compagno con rischio di perdere l’erogatore di bocca o di finire l’aria prima di raggiungere la superficie, anche per questi concetti le scuole ricreative hanno standard ben definiti, rompere piu standard vuol dire cercarsi i problemi; ricordo che le fruste lunghe 210 cm sono studiate per condividere aria in restrizioni di relitti e grotte di livello 2, vuol dire che forzosamente bisogna uscire dall’ambiente coperto per poter risalire in emergenza in superficie;
la calibrazione del secondo stadio secondario io personalmente considero debba avere la stessa leggerezza del primario, tutti gli erogatori moderni hanno una paletta chiamata anche “venturi” o dive/predive che serve a evitare free flow fuori dall’acqua o all’impatto con essa pero in acqua la camera ambiente ( l’interno dell’erogatore ) si ritrova allagato se non inserito in bocca e quindi durante l’immersione a qualsiasi profonditá non ha rischi di free flow, insomma suggerisco sempre calibrare ambedue erogatori come sono stati disegnati dagli ingegneri ed evitare sforzi innecessari dal subacqueo in emergenza proprio quando ne ha bisogno!
spero le mie osservazioni servano per chi ha o ha intenzione di fare configurazioni del genere,LA VITA VALE PIU DI UN EMOZIONE, ricordate : SAFETY FIRST