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Snorkeler sopra il reef corallino di Ras Mohammed.

I 10 migliori siti del Mar Rosso per lo snorkeling

Il nord del Mar Rosso egiziano offre reef frangenti, pareti e uscite in barca verso Ras Mohammed e lo Stretto di Tiran. Spostandosi verso Marsa Alam e Hamata aumentano baie sabbiose, praterie di fanerogame marine e lagune frequentate da tartarughe, dugonghi e delfini. Alcuni siti sono accessibili dalla costa, altri richiedono una barca, una guida e un recupero pianificato in funzione della corrente.

Il Mar Rosso è una delle destinazioni più complete per lo snorkeling perché permette di osservare dalla superficie ambienti molto diversi. Lungo la costa egiziana si passa dai drop off del Sinai alle isole di Hurghada, fino alle baie e ai reef a mezzaluna del settore meridionale. La scelta del sito incide più della località di soggiorno: accesso, vento, corrente e morfologia del fondale possono modificare completamente l’esperienza.

Parlare dei dieci migliori siti del Mar Rosso richiede una scelta editoriale. Non esiste una classifica assoluta, perché accessibilità, habitat, correnti e qualità dell’esperienza dalla superficie cambiano molto da una località all’altra.

I 10 migliori siti per lo snorkeling in Mar Rosso

1. Ras Mohammed

All’estremità meridionale del Sinai, Ras Mohammed comprende baie protette, reef poco profondi e pareti che precipitano rapidamente nel blu. Per lo snorkeling vanno considerate le zone autorizzate, in particolare Marsa Ghozlani, Marsa Bareika South e Old Quay. Shark Reef appartiene invece a un contesto di drift diving, con correnti e logistica poco compatibili con una normale escursione di superficie. Ras Mohammed entra nella selezione per la varietà dei suoi ambienti, ma il punto preciso deve essere scelto in base alle condizioni del giorno e alle regole del parco.

Reef corallino poco profondo a Ras Mohammed, osservato dalla superficie durante lo snorkeling.

2. Ras Umm Sid

Ras Umm Sid, sulla costa meridionale di Sharm el-Sheikh, permette di osservare un reef che parte vicino alla superficie e prosegue verso un plateau e il successivo drop off. Il sito è conosciuto per le formazioni di gorgonie presenti in profondità, mentre per chi resta in superficie l’interesse si concentra sul margine corallino, sui pinnacoli più alti e sui pesci che si muovono lungo il bordo. L’accesso può avvenire dalla costa o in barca. Corrente e traffico nautico richiedono attenzione, soprattutto quando ci si allontana dal punto di ingresso.

Baia e reef costiero di Ras Umm Sid a Sharm el-Sheikh, con barche per le escursioni.

3. I reef dello Stretto di Tiran

Jackson, Woodhouse, Thomas e Gordon Reef emergono nello Stretto di Tiran, all’ingresso del Golfo di Aqaba. Sono reef offshore, raggiunti in barca, con sommità coralline osservabili dalla superficie e pareti esposte alle correnti che attraversano lo stretto. Lo snorkeling viene quindi organizzato sui settori compatibili con vento, corrente e posizione dell’imbarcazione. Non è un’uscita adatta a spostamenti autonomi lontano dal gruppo: ingresso e recupero devono seguire le indicazioni dell’equipaggio. La resa migliore è sul reef top e lungo il bordo, dove la luce permette di leggere bene la struttura corallina.

Gruppo di snorkeler sopra il reef nello Stretto di Tiran, con un relitto sullo sfondo.

4. Eel Gardens, Dahab

Eel Gardens si trova nella zona di Dahab ed è raggiungibile dalla costa. Il nome deriva dalla colonia di anguille giardiniere che occupa il pendio sabbioso davanti al reef. Gli animali restano parzialmente fuori dalle tane e scompaiono nella sabbia quando vengono avvicinati. Dalla superficie si osservano soprattutto il margine corallino e la transizione verso il fondale sabbioso; per vedere bene le anguille servono acqua trasparente e una buona capacità di osservare qualche metro più in basso. Il sito è quindi più interessante per snorkeler esperti e apneisti rispetto a chi cerca esclusivamente bassi fondali.

5. Ras Abu Galum

A nord di Dahab, Ras Abu Galum occupa un tratto di costa protetta raggiungibile con trasferimenti via mare, in fuoristrada o attraverso itinerari locali lungo il litorale. Il reef corre vicino alla costa e alterna settori corallini, fondali sabbiosi e passaggi esposti al mare aperto. La distanza dai principali centri turistici riduce le infrastrutture disponibili e rende più importante organizzare in anticipo accesso, attrezzatura e rientro. La località è stata scelta per la continuità tra paesaggio desertico e ambiente sommerso, oltre che per la possibilità di fare snorkeling su reef meno inseriti nel tessuto urbano di Dahab.

Costa rocciosa e reef di Ras Abu Galum a nord di Dahab, tra Mar Rosso e montagne del Sinai.

6. Giftun Islands

Le Giftun Islands si trovano al largo di Hurghada e si raggiungono con escursioni in barca. Lo snorkeling viene svolto sui reef che circondano le isole, spesso con più soste durante la giornata e un eventuale approdo su una delle spiagge autorizzate. I fondali comprendono formazioni coralline basse e margini che scendono verso acque più profonde. La qualità dell’uscita dipende molto dal punto scelto, dal vento e dal numero di imbarcazioni presenti. Giftun rappresenta la soluzione più accessibile per chi soggiorna a Hurghada e vuole raggiungere reef che non si trovano direttamente davanti alla costa urbana.

7. Abu Dabbab

Abu Dabbab, nell’area di Marsa Alam, è una baia sabbiosa delimitata da reef laterali e occupata al centro da una prateria di fanerogame marine. Nei bassi fondali si alimentano regolarmente tartarughe verdi, Chelonia mydas, mentre la presenza del dugongo, Dugong dugon, è documentata ma occasionale. La prateria si trova in gran parte tra 2 e 4 metri, quindi può essere osservata a lungo dalla superficie. La sabbia e il movimento dei visitatori possono ridurre la visibilità nella parte centrale, mentre lungo i reef laterali l’acqua tende a essere più trasparente. Gli animali non devono essere inseguiti né circondati.

8. Sha’ab Samadai

Sha’ab Samadai, conosciuto come Dolphin House, è un reef a mezzaluna situato al largo di Marsa Alam. La laguna interna viene utilizzata come area di riposo dalla stenella dal lungo rostro, Stenella longirostris. L’accesso è regolato attraverso una suddivisione in zone: una riservata ai delfini, una destinata allo snorkeling guidato e una utilizzata da barche e subacquei. Sono vietati inseguimento, contatto, alimentazione e uso di scooter. Il valore del sito dipende proprio da questa gestione, che permette di osservare gli animali senza trasformare la laguna in un’area di interazione incontrollata. L’avvistamento resta possibile, mai garantito.

9. Sataya Reef

Più a sud, nel sistema di Fury Shoal, Sataya Reef è un grande reef a mezzaluna raggiunto con escursioni in barca dall’area di Hamata. Anche qui sono presenti stenelle dal lungo rostro, che utilizzano i settori riparati per il riposo. Il piano di gestione distingue zone di protezione assoluta, interdette ai visitatori, e aree nelle quali lo snorkeling può essere svolto secondo le indicazioni delle guide. Le dimensioni del reef e la distanza dalla costa rendono l’uscita diversa da quella di una baia accessibile da terra: navigazione, vento e condizioni del mare incidono sull’intera giornata. L’incontro con i delfini deve rimanere osservativo.

Branco di stenelle dal lungo rostro nelle acque di Sataya Reef, nel Mar Rosso egiziano.

10. Sanganeb Atoll

Sanganeb si trova al largo del Sudan ed è l’unico atollo del Mar Rosso riconosciuto dall’UNESCO. Il reef top e i primi gradini si trovano a profondità compatibili con lo snorkeling, mentre oltre il bordo le pareti scendono in acque molto profonde. La visibilità può essere elevata e il sito ospita banchi di pesce, tartarughe, delfini e squali, ma le condizioni sono quelle di un reef oceanico isolato. Servono supporto nautico, tender e recupero pianificato in funzione della corrente. Nel 2026 il conflitto in Sudan rende la destinazione poco praticabile per un normale viaggio turistico, nonostante il suo valore naturalistico.

Quale zona scegliere

Sharm el-Sheikh concentra la maggiore varietà tra siti costieri e uscite in barca. Ras Umm Sid consente un accesso relativamente immediato, mentre Ras Mohammed e Tiran richiedono una lettura più attenta di corrente, vento e recupero.

Dahab e Ras Abu Galum sono più adatti a chi vuole integrare lo snorkeling in un itinerario costiero, accettando accessi meno standardizzati e spostamenti via terra. Il Blue Hole richiede prudenza per la sua morfologia, mentre Abu Galum premia chi cerca un ambiente meno urbanizzato.

Marsa Alam e Hamata offrono il quadro più vario per habitat e megafauna. Abu Dabbab e Marsa Mubarak sono legati alle praterie marine; Samadai e Sataya sono uscite regolamentate in barca, costruite attorno agli habitat di riposo dei delfini.

Il periodo migliore per fare snorkeling nel Mar Rosso

Non esiste un periodo migliore valido per tutti i siti. Il nord del Mar Rosso tende ad avere acque più oligotrofiche e trasparenti, ma i reef esposti di Tiran e Ras Mohammed risentono della corrente e del vento. Nel settore meridionale aumentano baie, lagune e praterie, ambienti produttivi nei quali la trasparenza può essere meno uniforme.

La temperatura superficiale del bacino segue una stagionalità marcata e varia anche con la latitudine. Nei mesi più freschi può servire una protezione termica maggiore, soprattutto durante uscite lunghe o ripetute; nei periodi più caldi diventano più impegnative l’esposizione solare e la permanenza sulle imbarcazioni. La decisione va quindi presa sul singolo tratto di costa, verificando stato del mare, vento e temperatura dell’acqua poco prima dell’uscita.

Snorkeling e immersioni con Camel Dive Club

Sharm el-Sheikh permette a subacquei e snorkeler di condividere lo stesso viaggio, pur seguendo programmi distinti. Camel Dive Club opera sui siti locali di Sharm, nello Stretto di Tiran e a Ras Mohammed, e propone anche il programma Reef Discovery per lo snorkeling guidato, organizzato dalla costa oppure in barca in base al piano della giornata.

Attrezzatura, condizioni e rispetto del reef

Maschera ben adattata, snorkel e pinne sono sufficienti per la maggior parte dei siti. Una maglia protettiva o una muta leggera va scelta in funzione della stagione, della sensibilità al freddo e della durata prevista in acqua. Nei punti raggiunti dalla costa, calzari con suola possono essere utili sui percorsi rocciosi, ma non autorizzano a camminare sul reef.

Nei siti offshore il problema principale è la combinazione tra corrente, traffico nautico e distanza dal recupero. Il punto di uscita deve essere stabilito prima dell’ingresso e modificato quando la guida o lo skipper rilevano condizioni differenti da quelle previste.

Sulle praterie marine occorre mantenere spazio attorno a tartarughe e dugonghi. Nei siti frequentati dai delfini si rispettano zoning, tempi e indicazioni delle guide. I coralli non devono essere toccati, calpestati o usati come appoggio durante le soste.

La scelta più coerente parte dall’ambiente che si vuole osservare. Chi cerca pareti e reef esposti può concentrarsi sul Sinai; chi preferisce bassi fondali, fotografia naturalistica e osservazione lenta troverà più opportunità tra Port Ghalib, Marsa Alam e Hamata.

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