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Il lavoro subacqueo nei diving center

Sono ormai lontani i tempi in cui era necessario prenotarsi con largo anticipo per un corso sub, a causa del grande numero di richieste. Ricordo che fra gli anni 80 e 90 più che ad una disciplina sportiva, i corsi sub erano equiparabili ad esercitazioni militari.

lavoro nei diving center

Quelli di primo  livello duravano mediamente dai 6 agli 8 mesi, con sessioni teoriche e pratiche di apnea, ARA e ARO e al termine degli esami, che non tutti superavano, si usciva con una preparazione davvero di primordine.

Giungiamo agli anni 2000, con l’avvento delle didattiche internazionali che hanno rivoluzionato, nel bene e nel male, l’intero settore, favorendo l’esplosione del turismo subacqueo internazionale con Sharm El Sheik a guidare la cordata, dove per fare un’immersione bisognava fare la coda come al supermercato.

I Diving aprivano ovunque, faticando ad accontentare la clientela che d’estate si riversava a flotte per immergersi. Quindi un settore economico fiorente che ha stimolato le grandi case costruttrici ad investire grandi capitali nella ricerca e produzione di nuove mute e attrezzature subacquee, in grado di rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione come, ad esempio, quella dell’immersione profonda.

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Renato La Grassa
Renato La Grassa

Renato La Grassa è un appassionato di viaggi, immersioni e fotografia, con una particolare attenzione per la fotografia subacquea. Il progetto I Vagabondi del Mare nasce da un’idea maturata nel 2004, in occasione della sua prima crociera subacquea organizzata, con l’obiettivo di creare un punto di incontro dove condividere esperienze, immagini, racconti e amicizie nate attraverso il mare. Da anni collabora con Mete Subacque, portando nel suo lavoro una conoscenza diretta di molte destinazioni diving. Il suo modo di vivere la subacquea mette al centro libertà, esplorazione e spirito di gruppo.

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