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Andrea Mescalchin immersione

La mia scelta orientata verso la custodia universale

Ho iniziato a muovere i primi passi come fotografo professionista con la fotografia su pellicola, anche se devo ammettere di aver atteso la fotografia digitale per dedicarmi in pieno a livello professionale. Sono cresciuto con un detto: « investi in ottiche, i corpi sono materiale di consumo ». Ai tempi non era strano cambiare corpo fotografico ogni 12/24 mesi.

Come tutti i detti, anche questo è basato su qualcosa di concreto: all’inizio era proprio così, i corpi erano soggetti a continui aggiornamenti mentre le ottiche vivevano un po’ più di rendita. Con l’esperienza di oggi posso dire che, a un certo punto, anche le ottiche vanno aggiornate: per aumentare le prestazioni, le case costruttrici hanno dovuto aggiornare anche l’innesto a baionetta, sempre più denso di elettronica.

In questo panorama, in continua evoluzione, sono felice di aver scelto il sistema a custodia universale di Easydive. Non c’è dubbio che sia un vantaggio poter aggiornare quasi liberamente corpi e ottiche, anche cambiando completamente marca, senza dover cambiare custodia ma solo aggiornandola di firmware e poco altro.

Ad essere onesto, negli anni ho comunque cambiato diverse custodie: sono partito dalla Leo2, poi sono passato alla Leo3 perché chi si ferma è perduto (scherzo, è un altro detto) e perché anche Easydive aggiorna i propri prodotti.

Subacqueo che assembla una fotocamera con custodia subacquea Easydive

Personalizzazione del ‘sistema custodia’

A livello professionale, mi piace anticipare i trend tecnologici: mi è capitato più volte di chiamare Fabio Benvenuti per chiedere se fosse possibile creare adattamenti o custodie per nuove camere video o corpi fotografici, ed è da qui che è nato il percorso della LeoR. Avevo deciso che era il momento di puntare su Blackmagic Design e non volevo lasciarmela scappare. Ho fatto diverse immersioni, ma anche importanti sessioni di lavoro con i prototipi di quella che poi è diventata la LeoR.

Dal mio punto di vista, due migliorie sono particolarmente importanti. La prima è il display della custodia: per me è fondamentale che i prodotti che uso siano user friendly e il display serve proprio a dare la certezza dei parametri impostati. La seconda è la pulsantiera retroilluminata, che in diverse immersioni in grotta ho trovato molto comoda e utile.

Non credo di aver ricevuto un trattamento di favore particolare: so che a Fabio piace accontentare tutti i suoi clienti ma spesso ho ottenuto mappature dei tasti personalizzate per le mie richieste da perfezionista, lo ammetto, piuttosto esigenti. Resto comunque convinto che questo sia un vantaggio importante di una custodia elettronica.

Le fotocamere vanno configurate sempre più spesso e molti di questi passaggi avvengono tramite touch screen. È qui che vedo il vero vantaggio di una custodia elettronica come quella Easydive rispetto a una meccanica dedicata: con i pulsanti meccanici il touch della fotocamera resta inutilizzabile mentre sfruttando la connessione USB-C, oltre a Wi-Fi e Bluetooth, posso accedere al menù touch e mappare di conseguenza la pulsantiera elettronica.

Fotocamera Blackmagic in custodia Easydive

Il vantaggio del touch screen e la scelta della fotocamera

Proprio perché ormai tutte le fotocamere hanno lo schermo touch, mi sembra più attuale affidarsi a una custodia pensata per sfruttarlo, invece di restare legati ai soli pulsanti meccanici. Chi lavora a livello professionale tende a sfruttare al massimo le possibilità offerte dalla tecnologia e presto si scontra con i vincoli costruttivi e i limiti imposti dai produttori, anche solo per differenziare i prodotti sul mercato.

Tutti vorremmo un corpo macchina che fa tutto bene, ma resta un desiderio irrealizzabile, anche solo per logiche commerciali. Il consiglio che posso dare è di scegliere fotocamere che si remotano meglio di altre: si può fare molto, ma non tutto, se la casa madre non lo prevede. Canon, Nikon, Sony, Panasonic e Hasselblad hanno filosofie costruttive diverse: così come scegliamo la fotocamera più adatta a noi, allo stesso modo ogni marca può risultare più o meno adatta a essere alloggiata in una custodia universale Easydive. Conviene fare una telefonata a Fabio, o incontrarlo in fiera, per parlarne insieme.

Andrea Mescalchin

Configurazione attuale e quale seconda camera?

Al momento lavoro con la Leo3 Wi, perché per motivi tecnici sono passato in casa Sony, ma restare in famiglia Easydive è stato comunque un vantaggio. Anche cambiando custodia, il funzionamento resta lo stesso per tutti i modelli: gli aggiornamenti non sono mai traumatici.

Ma allora, se la custodia è universale, come mai ho cambiato tre modelli? Ecco la risposta: la Leo3 Wi, ad esempio, è una custodia universale perché può ospitare al suo interno molte fotocamere, ma non proprio tutte. Il sistema Easydive prevede custodie diverse in base alle macro-misure delle camere, anche per garantire un servizio migliore. Non avrebbe senso avere una custodia grande se poi all’interno c’è una compatta: per questo, pur essendo universali, le ‘taglie’ restano.

Nella mia esperienza ho cercato di adeguare la camera e la custodia alle immersioni che mi trovavo a dover gestire: chi va sott’acqua lo sa bene, scattare foto o girare video è fantastico ma è un’attività che si aggiunge all’immersione, richiede un extra sia in termini fisici che mentali. Da questo punto di vista scelgo le mie attrezzature pensandole nel contesto di utilizzo. Solo per fornire un esempio attuale, sto utilizzando luci molto grandi ed ho cercato di ridurre ingombri e pesi della custodia per non esagerare con il sistema completo. Fino a che le luci erano contenute, potevo anche permettermi una custodia più grande per lavorare con un corpo camera più importante.

Subacqueo in grotta con scooter

Action cam e custodie per smartphone: la mia visione

In questo contesto, consapevole di fare considerazioni non popolari, ho la mia personale visione sul settore delle action cam. Per me, una action cam andrebbe accesa a inizio immersione e spenta alla fine: la posiziono per avere un’inquadratura interessante e poi me ne dimentico fino al termine dell’immersione.

Nulla contro chi la brandeggia a mano, ma personalmente userei un’altra custodia se volessi gestirla in questo modo, ad esempio la LeoR Smart. Le custodie Carbonarm seguono tutte le nuove uscite al passo con i tempi, e spesso una custodia ‘regge’ almeno un paio di generazioni di upgrade, ma dipende dal produttore. Quindi il concetto di custodia universale, fin dove possibile, è applicato anche alle action cam.

Sono un fan delle custodie per smartphone, anche se non ne ho mai posseduta una: il motivo è semplice. Se il mio interesse è postare sui social appena conclusa l’immersione, non credo esista un modo più comodo e immediato di usare una custodia per il proprio telefono, ovviamente universale.

E alla fine?

E alla fine godetevi l’immersione che è un’attività ricreativa che genera relax e divertimento ma se volete amplificare le sensazioni positive, provate a portare in superficie foto e video dell’immersione, saranno ricordi importanti e durevoli nel tempo. Scegliete le attrezzature che nel momento saranno le migliori e le più adatte a voi ed apprezzerete l’universalità delle custodie Easydive, mi pare un vantaggio dopotutto.

Subacqueo in grotta con scooter

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale: Easydive

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