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Divevolk

Test custodia per cellulare DIVEVOLK

Il mio setup abituale sott’acqua è piuttosto strutturato: per le fotografie utilizzo una reflex con custodia e accessori dedicati, mentre per i video mi affido generalmente a un’action cam. Sono quindi abituato a immergermi con un’attrezzatura completa, capace di offrire buoni risultati ma inevitabilmente più ingombrante e impegnativa da preparare e gestire.

Quando abbiamo ricevuto la custodia DIVEVOLK, le prime impressioni sono state subito positive: un prodotto solido e robusto, dal design moderno, con una presa sicura e un sistema di regolazione del braccetto della lente semplice e intuitivo. Ma una custodia subacquea si giudica sott’acqua. Così l’abbiamo portata con noi durante una vacanza all’isola d’Elba, per provarla nel suo ambiente naturale. Nessun test di laboratorio: solo immersioni vere nel Mediterraneo, insieme agli amici e con utilizzatori dai livelli di esperienza tecnologica molto diversi.

A provarla siamo stati in quattro: io; mio figlio Lupo, sedicenne e naturalmente smanettone; Giorgio, amico ed esperto di tecnologia; e Francesca, mia moglie, subacquea che normalmente preferisce godersi le immersioni senza far foto. Quattro persone diverse, quindi, accomunate dalla voglia di portarsi a casa qualche bel ricordo delle immersioni senza trasformarsi in operatori.

La migliore attrezzatura fotosub è quella che non ti fa perdere l’immersione mentre cerchi di capire come funziona.

Divevolk primo piano prodotto

Due smartphone, due esperienze diverse

Abbiamo utilizzato la custodia con due telefoni Samsung, un S25 Ultra e un Galaxy A56.
Il sistema DIVEVOLK è compatibile con numerosi modelli di smartphone utilizzando la slitta interna dedicata: quando si cambia smartphone, quindi, non è necessario sostituire l’intera custodia ma si cambia solo la basetta di adattamento.

Una soluzione intelligente e modulare, soprattutto considerando la velocità con cui si cambiamo i telefoni.

Le differenze qualitative tra i risultati ottenuti con i due dispositivi sono state evidenti, ma questo non dipende dalla custodia. Sott’acqua i comandi, le modalità fotografiche e le possibilità creative restano quelle offerte dallo smartphone utilizzato.

Il vero vantaggio: il touchscreen sott’acqua

La caratteristica che distingue DIVEVOLK da molte custodie subacquee tradizionali è la possibilità di controllare direttamente il touchscreen dello smartphone.
Una speciale membrana riempita di liquido permette di toccare lo schermo, scorrere tra le funzioni, cambiare modalità, selezionare il punto di messa a fuoco e utilizzare le diverse applicazioni quasi come si farebbe fuori dall’acqua.

Non ci sono pulsanti meccanici da configurare, collegamenti Bluetooth da attivare o app proprietarie da imparare a utilizzare. Il materiale con cui lavorare è già tutto dentro il nostro cellulare: fotocamera, video, impostazioni manuali e, quando disponibili, scatto in RAW e altre funzioni avanzate.
Naturalmente sott’acqua, con i guanti e durante l’immersione, serve un minimo di abitudine. Dopo qualche tentativo, però, il funzionamento diventa piuttosto naturale.

Divevol primo piano prodotto in acqua

Il nostro test: niente braccetti, flash o faretti

Abbiamo scelto volutamente di utilizzare DIVEVOLK nel modo più libero e semplice possibile.
Niente braccetti, niente flash esterni e niente faretti. Insomma, niente sbattimenti.
Volevamo capire che cosa può ottenere un subacqueo portando con sé soltanto la custodia e il proprio smartphone. Non cercavamo lo scatto da concorso o la sequenza video da documentario, ma immagini spontanee delle nostre immersioni: amici, incontri, situazioni divertenti e quei piccoli momenti che raccontano una giornata trascorsa insieme sott’acqua.

L’abbiamo provata sia senza accessori sia con un filtro rosso, facilmente installabile dietro la lente. Il filtro aiuta a recuperare parte dei colori caldi che l’acqua assorbe progressivamente con l’aumentare della profondità.
In queste condizioni i risultati sono stati superiori alle nostre aspettative, soprattutto considerando la semplicità dell’attrezzatura utilizzata.

Il limite resta sempre la luce

Non esistono però magie: superati indicativamente i 10 metri, la luce diminuisce rapidamente e i colori iniziano a perdersi. Il filtro rosso può migliorare la resa cromatica quando è presente abbastanza luce naturale, ma non può sostituire una sorgente luminosa.
Scendendo di profondità, oppure in condizioni di scarsa visibilità, faretti e flash diventano necessari se l’obiettivo è ottenere fotografie curate e colori realmente brillanti.
Noi, però, cercavamo altro. Volevamo raccogliere ricordi delle immersioni comuni e tipiche tra amici, in gruppo e nel Mediterraneo. Da questo punto di vista, la possibilità di estrarre rapidamente lo smartphone, scegliere la modalità desiderata e iniziare a fotografare o registrare si è dimostrata molto efficace.

Una piattaforma che può crescere

La custodia è progettata per raggiungere i 60 metri di profondità ed è quindi utilizzabile per snorkeling, apnea e immersioni.
La porta ottica in vetro ad alta trasparenza permette di sfruttare le capacità fotografiche e video del telefono, mentre il sistema può essere ampliato nel tempo con accessori opzionali:

  • filtri per la correzione del colore;
  • lenti macro;
  • lenti grandangolari;
  • luci esterne;
  • braccetti e supporti.

Si può quindi partire da una configurazione essenziale, come abbiamo fatto noi, e aggiungere in seguito ciò che serve, in base al tipo di immagini che si desidera realizzare.

custodia divevolk

Tirando le somme

DIVEVOLK ci ha convinti soprattutto per tre aspetti: solidità, facilità di utilizzo e libertà di controllo dello smartphone.
Non sostituisce un’attrezzatura fotosub professionale e ovviamente non elimina i limiti della luce sott’acqua. La qualità finale dipende molto dal telefono utilizzato, dalle condizioni ambientali e, naturalmente, dalla capacità di chi scatta.

Ma non era questo il punto del nostro test.

Volevamo capire se fosse possibile portare a casa foto e video piacevoli durante una normale immersione tra amici, senza riempirci di attrezzatura e senza passare più tempo a regolare braccetti e pulsanti che a guardarci intorno.

La risposta, per noi, è sì.

E alla fine è proprio questo il vantaggio più interessante: avere sott’acqua uno strumento che conosciamo già, con tutte le sue funzioni disponibili, dentro una custodia robusta e facile da utilizzare.
Per gli scatti d’autore serviranno ancora luci, esperienza e preparazione. Per raccontare una vacanza subacquea, gli amici e le emozioni di un’immersione, DIVEVOLK si è dimostrata una compagna pratica, divertente e decisamente meno impegnativa di molte configurazioni tradizionali.

Foto realizzate con la DIVEVOLK (di Marco Daturi)

Marco Daturi
Marco Daturi

La passione per la subacquea e le conoscenze del mondo Internet l’hanno portato a creare ScubaPortal.it, Poverosub.com, ScubaZone e altri siti legati al mondo sommerso.

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