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Home » Gli Articoli di subacquea » Relax » Subacqueologia VI: gli Inglesi


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Subacqueologia VI: gli Inglesi

Autore: Claudio Di Manao

Ecco l’unica specie dove la distinzione tra la vecchia e la nuova guardia è netta e contraddistinta, come le classi sociali e gli accenti: in UK ci sono i subacquei BSAC, e gli altri.
Essendo il BSAC un soggetto più interessante ai fini del nostro studio, inizieremo con lui. L’abbreviazione sta per British Sub Aqua Club. Nello stemma del club, un barbuto, austero e tridentato dio Nettuno sembra osservare i subacquei delle altre scuole con aria critica. Con Sua Altezza Reale il Principe di Galles in persona come presidente del Club, sarà davvero difficile smuovere un BSAC dalla convinzione d’essere il depositario della tradizione subacquea inglese, quindi della conoscenza subacquea universale. Questo, tuttavia, non significa affatto che il BSAC sia per forza uno snob; al contrario i membri più agiati della comunità preferiscono fare i corsi in pochi giorni ed al caldo, piuttosto che sfacchinare per mesi e dare gli esami al freddo ed al buio delle solite miniere allagate, o nelle perigliose e torbide acque che, nei secoli, hanno garantito l’indipendenza dell’Isola.
Il subacqueo BSAC ha la tendenza a muoversi in gruppo, all’interno del quale vige una rigida gerarchia paramilitare di stampo iniziatico. Praticamente impermeabile alle altre dottrine, mostra cortese disinteresse alle interferenze altrui. La scelta delle attrezzature segue gli stessi criteri della scelta di un pub: old fashion. La muta, invece, deve offrire una protezione necessariamente insufficiente per la temperatura dell’acqua. Le donne sono accettate solo dopo un attento scrutinio, e vi rimarranno finché non esibiranno un GAV rosa. A quel punto non verranno espulse, ma i maschi del gruppo si esibiranno in tante di quelle salaci battutine che saranno costrette a cambiare GAV oppure cambiare aria.
Tipico atteggiamento del BSAC è il tentativo (matematicamente impossibile) di rielaborare il profilo effettuato col computer usando le tabelle. Tipica entrata in acqua è la capriola in avanti. Sott’acqua i BSAC sono ordinati, tecnicamente capaci, rispettosi delle regole e dell’ambiente. Il problema dei BSAC è uno solo e trae origine dal cosiddetto “complesso di Giorgio III”: una inveterata diffidenza verso le novità venute da oltremare, soprattutto quelle che giungono da una certa ex-colonia...
Gli altri, i non BSAC, sono subacquei molto meno riconoscibili tra le altre specie. Pur non possedendo mediamente lo stesso livello tecnico, sono più duttili ed aperti alle novità dei BSAC, coi quali però condividono forti tendenze autopunitive riguardo all’inadeguatezza delle protezioni termiche, nonché tutte le tipiche resistenze inglesi relative al cambio di abitudini, di accenti, di esposizione ai raggi solari, metodi di preparazione del tè, qualità e temperatura di servizio delle birre locali.
Non ci sorprende che tra questi individui s’incontrano il maggior numero di technodivers. Le ragioni di questo trovano spiegazione nell’incontro di tre caratteristiche tipiche dell’ inglese in generale: l’esercizio continuo al masochismo, maturato nei secoli con l’ostentata indifferenza ai ben noti disagi climatici; un certo gusto per le esplorazioni e le imprese avventurose; il fascino irresistibile che esercitano su di lui tutte le cose piene di quei misteriosi contenuti accademici che sfuggono a tutti gli altri popoli, come la preparazione dello yorkshire pudding, il cricket ed il numero di bollicine per cm3 nella birra tipo bitter.
Tutto sommato il subacqueo inglese ha ottimi gusti musicali e, amante della sofferenza com’è, non si lamenta mai delle condizioni avverse. Il suo humour, anche, è proverbiale, pertanto aspettatevi improvvise sequele di arguzie, soprattutto nei momenti più critici.

Controindicazioni: moderatamente allergici all’aglio, agli odori strani, agli accenti stranieri, ma sopratutto al sole.

Scheda tecnica

  • Profondità max: secondo brevetto, ma si adegua.

  • Consumi: nella media

  • Natazione: adeguata, piuttosto classica. Infrequente l’uso di braccia.

  • Preparazione teorico/pratica: 7e 1/2

  • Tipo d’immersione preferita: impegnativa, possibilmente al freddo e al buio, nelle discariche. Attività subacquea preferita: aprire e chiudere rubinetti, fare calcoli, fare segnali, sganciare e riagganciare moschettoni, sparare palloni, rivedere le procedure d’emergenza.

  • Socialità: ottima, se parlate inglese con un accento adeguato.

  • Forma: un po’ di tutto, i più sul longilineo.

  • Segni di riconoscimento tipici: GAV ‘Buddy Commando’ color arancio; muta corta d’inverno; calzini bianchi indossati sotto le pinne.

Domande tipiche

  • Puoi suggerirmi un buon pub, qui intorno?

  • C’è ombra in barca?

  • Non hai caldo con la stagna?” (a febbraio)

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